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interview #15 A SCHOOL OF TEMPORAL AND PHILOSOPHICAL THOUGHT FOR A NEW ARCHITECTURE

fountain in Piazza della Libertà in Gaeta – courtesy of Davide Cola

UNA SCUOLA DI PENSIERO TEMPORALE E FILOSOFICA PER UNA NUOVA ARCHITETTURA

di Davide Di Cola; Sebastian Di Guardo

 


S – Davide, per prima cosa parlaci degli episodi salienti dei primi anni della tua vita professionale, quelli che ricordi con maggior affetto o che ti hanno segnato.

D – Sin da piccolo ho potuto “re­spirare l’Architettura” nello studio di mio Padre – LDC Architettu­ra – nella città dove sono nato, Formia.
La prima esperienza importante la ebbi nel 2009 da laureando, un tirocinio (all’epoca, era obbligato­rio per la laurea) presso la società Pronaves, uno spin-off dell’Uni­versità di Roma Tre che si occupa­va di progettazione navale.
Approfondire la progettazione all’interno di spazi geometrica­mente più complessi di quelli edilizi era davvero stimolante.
Pronaves promuoveva tecnologie all’avanguardia per la propulsio­ne elettrica o in ibrido. Per farlo progettava motori polifunzionali capaci sia di far muovere l’elica che di generare corrente per gli spazi abitativi. Questo permetteva di ridurre gli spazi dei locali tecnici a vantaggio dello spazio abitabile; era uno sforzo teso a sostituire totalmente l’oleodinamica (un sistema farraginoso a cui bisogna dedicare molta manutenzione) con l’elettronica di controllo.
Appena “presi possesso” della mia scrivania mi diedero il compito di progettare una stazione di attrac­co per una banchina ecologica.
Con questo progetto parteci­pammo al Festival Internazionale sull’energia – Lecce 2009 – e ci classificammo primi tra centinaia di progetti intervenuti da tutta Europa.
Ricordo che mi chiamò in riunio­ne l’allora titolare dell’Azienda Stefano Carletti, comunicandomi l’assunzione a patto di laurearmi al primo appello disponibile, nel 2010, cosa che feci!
Eravamo in 4 in ufficio: L’Ammi­nistratore unico Dott. Stefano Carletti, persona incredibile – e, a detta di molti, il più grande esper­to di nautica dal dopoguerra ad oggi – nonché il presidente Prof. Paolo Del Vecchio capo del dipar­timento di Elettrotecnica dell’Uni­versità di Roma Tre, l’Ing. Maurizio Serao esperto strutturista e pro­grammatore; mentre io, in breve tempo, diventai responsabile degli elaborati progettuali della società di ingegneria.
Nel 2013 ritornai a Formia e inco­minciai a lavorare come Project Manager nello studio di mio padre Luigi. Cominciai ripensan­do un’abitazione di proprietà, e le maestranze – forse colpite dal mio approccio professionale nella progettazione ed in cantiere – mi proposero come progettista in molti loro cantieri.
In un lavoro Pubblico, dove fui progettista e direttore dei lavori, conobbi Bruno Quirino, uno dei titolari dell’Azienda “Centro Italia Marmi”, che vedendo la mia abita­zione decise di affidarmi l’incarico tecnico di ristrutturare una sua proprietà. Da tecnico di fiducia, diventai presto consulente per la sua azienda – ruolo che svolgo tutt’ora.

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an interior design of davide cola

A SCHOOL OF TEMPORAL AND PHILOSOPHICAL THOUGHT FOR A NEW ARCHITECTURE

by Davide Di Cola; Sebastian Di Guardo; translations: L. Dumbrava

S – David, tell us firstly about the initial moments of your professio­nal life, those which mainly in­fluenced and affected you.

D – Since I was a child I was able to “breathe” the architecture in my father’s study – LDC Architectu­re – in the town where I was born: Formia. I had my first important experience during a training, befo­re graduating, in 2009 (at that time, training was necessary in order to graduate) at the Pronaves society, a spin-off of Roma Tre Universi­ty which was dealing with naval planning. Observing the planning within spaces much more complex than those buildings, geometrically speaking, was really challenging.
Pronaves was promoting avant-garde technologies regarding the electrical or in-hybrid propulsions For such a thing, there were ne­cessary multifunctional engines capable to generate currents for the living spaces and also make the propeller move. These allowed the reduction of the local technical spaces for the living space; it was an incredible struggle to replace completely the hydraulic (a com­plex system which requires a lot of maintenance) with the control electronics.
As soon as I reached my desktop, they gave me the task to plan a docking station for an ecological wharf. With this project, we parti­cipated at the International Festival of Energy – Lecce 2009 – and we were among the first ones of houndreds of European projects to be classified. I recall that Ste­fano Carletti, former holder of the agency, called me in order to assure me a collaboration with the agency if I was going to graduate at the first try, in 2010, thing which I did!
We were four in the office: the only administrator Stefano Carletti, an incredible person and, accor­ding to some, the biggest naval expert since WW2 till nowadays; the president professor Paolo del Vecchio, head of the Electrical En­gineering department of Roma Tre University; Maurizio Serao, expert structural engineer and program­mer; while I, in a short period of time, became the person in charge with the engineering society’s projects.
In 2013, I returned to Formia and began to work as a Project Mana­ger in the study of my father, Lu­igi. I began evaluating a propriety building and the skilled workers – probably amazed by my profes­sional approach in planning and construction site – those people decided to be their planner in many of their construction sites.
In a public work, where I was the planner and manager, I met Bru­no Quirino, one of Centro Italia Marmi’s holders who after seeing my house, decided to offer me the technical charge to restructure one of his properties. Thanks to my assurance, I soon became a consul­tant for his agency – charge which I still have at the moment.

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Author: Orazio Caruso

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