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article # 2 WITHOUT A PROJECT

La costruzione necessaria

Photos and text by Orazio Caruso

Cefalù. Sicily - Photo by O. Caruso

the waterfront of Cefalù, Sicily – Photo by O. Caruso


Quando si parla di archi­tettura in maniera ge­nerale e senza le dovute accortezze, si fa spesso riferimento a costruzioni con una qualità alta e co­struzioni con una qualità bassa.

Queste ultime derivano in genere il loro poco apprezzamento dal fatto che non recano la firma di un progettista noto e apprezzato dal pubblico e non hanno una particolare valen­za storica, magari per il fatto che non sono censite in nessuna guida turistica. Sono quindi, diremmo, opere minori, architetture del popolo o popolari, se si preferisce un aggettivo che ricorda il neorealismo. E’ come se esistesse quindi una discriminante tra certa architettura di serie A ed altrettanta architettura di serie B o, se si preferi­sce, tra quella ufficiale e non ufficiale. In ogni caso stiamo parlando di dif­ferenze il più delle volte impercettibili, anche a voler operare una distin­zione così netta.

E’ difficile prendere posizione e decidere quale strada seguire per apprezzare e anche comprendere la qualità architettonica nei vari edifici così come ci appa­iono, ed in base ai criteri con i quali tendiamo a classificarli. Difatti, il valore reale di un edifi­cio, (traducibile anche in valore economico tra l’altro), non può non contemplare la perce­zione estetica che esso trasmette. Una buona costruzione, inoltre dovrebbe sempre partire dalla solidità (purtroppo tema di grande attualità, in Italia!) e coesione dei vari elementi, classifi­cati secondo quella che chiamerei senza indu­gio ECONOMIA DELLA FUNZIONE: ogni pezzo serve ad uno scopo.

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Without a project

translations by Orazio Caruso

the small city of Sperlinga, Sicily - photo by O. Caruso

the small city of Sperlinga, Sicily – photo by O. Caruso


When talking about architecture in a gene­ral manner and without due attention, we often mean to buildings with a high quality and with low quality.. These latter are often little appreciated because not bear the signature of a famous designer and appreciated by the public and not have a particular histo­rical value, perhaps to the fact that they are not registered in any guide­book.
They are therefore, we would say, minor wor­ks, architectures of the people or popular, if you prefer a neorealist adjective.
It is as if we had then a discriminating between certain standard A archi­tecture and B architectu­re or, if you like, between the official and unofficial one.
Anyway, sometimes we are talking about the subtle differences, even if you wanted to make a clear-cut distinction.
It ‘s hard to take a stand and decide which path to follow in order to appreciate and also understand architectu­ral quality in the various buildings as they appear, and in terms of the crite­ria with which we tend to classify them.
The thing is that the real value of a building, (also translated into economic value), must contempla­te the aesthetic percep­tion that it shows.
Furthermore, a good building should always start from solidity (un­fortunately very topical in Italy!) and cohesion of the various elements, classified according to what I would call without delay ECONOMY FUN­CTION: each piece serves a purpose.

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Author: Orazio Caruso

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