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reportage#1 China, impressions of a changing world

Reportage #1

CHINA, IMPRESSIONS OF A CHANGING WORLD

testo di Davide Luca

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Artista sconosciuto Esercito di terracotta statue di terracotta, Xi’an dinastia Qin, 250 ca.AC

Come si fa a raccontare il cielo?  

E’ più facile farsi raccontare da lui, tanto è vasto e inafferrabile. Lo stesso vale per la Cina, 4 semplici caratteri,  2 ideogrammi 中国 – Zhong Guo, Paese del Centro che racchiudono un mondo rispetto al quale si prova un senso di smarrimento.  Al di là degli stereotipi e delle tendenze omologanti tipiche di questa epoca di globalizzazione, le differenze geografiche e culturali in senso ampio persistono ancora

(per fortuna) e rendono la Cina un paese da scoprire con l’atteggiamento di chi guarda  verso “l’altro e l’altrove”.

Le cose si complicano se l’oggetto di questo racconto, oltre ad essere talmente vasto da poterlo trattare, è anche un macrocosmo instabile, in perenne evoluzione, nel quale la velocità e la portata delle trasformazioni che lo hanno attraversato, soprattutto nell’ultimi 50-70 anni, ne rende difficile la messa a fuoco.

Una condizione problematica in primo luogo per gli stessi Cinesi, che li induce a interrogarsi sulla propria identità e sulle prorprie radici, ma anche sulle prospettive future per il loro paese…sempre muovendosi su un filo di lana (o meglio, di seta!) la cui trama è sempre più intrecciata con il resto del mondo.

In questo percorso di ricerca della “vera” Cina, c’è chi sostiene che essa si sia definitivamente dissolta con la fine del “Celeste impero” e che tutta la storia successiva sia solamente il risultato dell’assimilazione culturale all’Occidente e ai suoi sottoprodotti (il totalitarismo maoista che ha ceduto il passo al rampante capitalismo, fino a recenti forme di neocolonialismo e sfruttamento economico da parte degli stessi Cinesi a scapito di altri paesi nella lotta per le risorse mondiali). Secondo questa tesi la Cina si configurerebbe come un enorme “accumulatore-acceleratore-moltiplicatore” di fenomeni ed effetti della storia occidentale, riproposti in una versione distopica.

Ma c’è anche chi la vede come un paese in cui, grazie agli scambi con il resto del mondo, sta maturando un nuovo pensiero, consapevole e dialogante, che rivisita e riscopre i caratteri tradizionali e autentici della cultura locale, facendo della Cina un grande “laboratorio” per la messa a punto di processi e pratiche innovative, che grazie alla forza dei suoi numeri, può generare effetti positivi sul resto del pianeta.

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Reportage #1

CHINA, IMPRESSIONS OF A CHANGING WORLD

text and translations by Davide Luca

China, impressions of a changing worldChina, impressions of a changing world

How can we speak about the sky?  

It is easier to be spoken by it, so large and so untouchable it is. The same matter is true for China, 4 simple types, 2 ideograms – Zhong Guo, Country of the Middle, that contain a world that makes us to feel a sense of loss. Beyond stereotypes and flattening opinions of this global era, geographical and cultural differences still exist (fortunately), making China a country to be discovered with the attitude of who looks towards

“the other and the elsewhere”.

To speak about China is much more difficult, not only because of the vastity of the country, but also because it is a changeable macrocosmus, which has undergone so big and fast transformations in the last 50-70 years, that is very hard to focus. This is a critical condition for Chinese people as well, that forces them to think about their own identity and roots, but also about the future of their country…

always moving on a woolen thread (or better, silk thread!), which will be even more interwoven with the rest of the world.

Looking for the “true” China, someone has the opinion that the country definitely faded out with the end of the Celestial Empire: the following history is just a mere revival of western culture and ideology (from the maoist totalitarism, to the rampant capitalism, to the neocolonialism and economic exploitation of the other countries by the Chinese governament itself).

According to this thesis, China is like a big “accumulator-accelerator-multiplier” of historic western phenomena, but in a distopic release.

But there is also who have a different vision of China. A country that, thanks to the exchanges with the rest of the world, is recovering an aware and dialoguing way of thinking,  rediscovering the traditional and true features of the local culture. An attitude that is making China a big laboratory for innovative practises that, thanks to the big numbers, might have a positive impact on the whole planet.

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Images:

Left: SMOG, Area intorno a Pechino/genn 2016 (NASA public domain)

Right: SMOG, Pianura Padana/genn 2016 (NASA public domain)

Author: Orazio Caruso

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